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Capitolo Cinque. Leopardi: l'Essere, il nulla e l'illusione.


Paragrafo 1 . L'Italia nella prima met dell'Ottocento.

     
Anche   in   Italia,  nella  prima  met  dell'Ottocento,  sorge   una
opposizione  filosofica sia al materialismo di stampo positivista  che
si  va  diffondendo  per tutta l'Europa sia al permanere,  nel  nostro
paese, di concezioni illuministe.
     Il  punto di riferimento di questa opposizione  costituito dalla
religione e, in particolare, dal cattolicesimo.
     
Contro il soggettivismo: Rosmini e Gioberti.
     
La  filosofia moderna, incluso l'idealismo tedesco - nonostante le sue
pretese di oggettivit scientifica -,  fortemente caratterizzata  dal
soggettivismo:  dal razionalismo cartesiano, al sensismo  illuminista,
all'autocoscienza hegeliana, il centro della conoscenza  il soggetto.
     Antonio  Rosmini  si muove nella prospettiva di  ricostruire  una
teoria  della  conoscenza  che abbia per oggetto  l'Essere  nella  sua
realt  autonoma e indipendente da qualsiasi soggetto: l'Essere  della
cui realt ed esistenza sono testimoni la fede e la religione.
     Ma  poich  solo  una  filosofia (e non  la  semplice  fede)  pu
opporsi a un'altra filosofia, Rosmini mira a ristabilire quel rapporto
fra  filosofia e religione che aveva dominato il pensiero medievale  e
che  si  era  andato  via  via perdendo nell'et  moderna,  fino  alla
teorizzazione dell'ateismo da parte di settori dell'illuminismo e  del
positivismo.
     Il   rinnovamento   della  filosofia  in  senso   spiritualistico
progettato   da  Rosmini  presuppone  anche  un  rinnovamento   e   un
cambiamento  della  Chiesa:  ma  la  proposta  di  riforma  in   campo
strettamente  religioso, contenuta nell'opera Le cinque  piaghe  della
Santa Chiesa (scritta nel 1832 e pubblicata nel 1848), fu subito messa
all'indice.
     Per quanto riguarda il rapporto fra fede e filosofia, Rosmini  si
rif ai grandi filosofi cristiani della patristica e della scolastica,
Agostino   e   Tommaso,   nella   prospettiva   di   superare   quella
contrapposizione  che per secoli aveva diviso il  mondo  cristiano  in
agostiniani e tomisti, e di utilizzare congiuntamente
     
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     le loro dottrine contro il materialismo e il sensismo dilaganti.
     Rosmini  sostiene che il pensiero, nel formulare i giudizi  sulle
cose  sensibili  (sugli  enti),  opera  perch  gi  possiede  nozioni
universali:  Ad esempio, quando diciamo: "questo foglio  di  carta  
bianco",   oppure:  "quest'uomo    sapiente",  noi   dobbiamo   avere
precedentemente  l'idea universale della bianchezza e della  sapienza:
ch  altrimenti  non  potremmo  attribuire  tali  predicati  a  questi
piuttosto  che  a  quei  soggetti(1). Queste idee  universali  e,  in
particolare, l'idea universale dell'Essere non possono derivare  dalle
sensazioni(2).
     L'idea   dell'Essere   come   universale   che      in   noi   
rappresentazione   di  un  oggetto,  giacch  tutte   le   idee   sono
rappresentazione  di qualcosa: l'idea dell'Essere    rappresentazione
dell'Essere  stesso,  eterno e immutabile,  cio  Dio.  Attraverso  un
procedimento che mette insieme la dimostrazione razionale  di  Tommaso
d'Aquino e la prova ontologica di Anselmo d'Aosta(,)3 Rosmini recupera
alla  ragione e alla filosofia il ruolo di supporto della fede e della
religione, in una prospettiva platonica e ottimistica in cui  l'Essere
coincide con il Bene.(4)
     Come  si  vede,  Rosmini  riapre  nella  filosofia  italiana  uno
scenario in cui ogni forma di soggettivit  mortificata dall'unit ed
eternit oggettiva dell'Essere: contro il presunto oggettivismo  delle
scienze  positive  si  riporta  in  campo  la  metafisica  oggettivit
dell'Essere che illumina il pensiero dell'uomo.
     Un   altro   pensatore  italiano  di  questo  periodo,   Vincenzo
Gioberti,    ancora  pi  impegnato  nel  rinsaldare  il  legame  tra
filosofia  e fede: l'Essere - egli sostiene - non solo necessariamente
esiste nella sua assolutezza ed eternit, ma costantemente crea  tutte
le  cose  che  esistono: Io suppongo che questa proposizione:  l'Ente
crea l'esistente, esprima una realt. Essa  assoluta e necessaria nel
primo membro, cio nell'Ente; relativa e contingente nell'ultimo, cio
nell'esistente. Il vincolo fra questi due membri  la creazione;  cio
un'azione  positiva  e  reale, ma libera,  per  cui  l'Ente  (cio  la
Sostanza e Cagion prima) crea le sostanze e cause seconde(5).
     Sembra che nell'Italia della Restaurazione, mentre si mettono  in
moto  le  lotte  per  l'indipendenza e per l'unit,  la  filosofia  si
prefigga  di fornire certezze al nascente movimento nazionalistico:  e
questo  avviene sia sul versante del positivismo (si ricordi, a titolo
di esempio, G. Ferrari(6)) sia su quello dello spiritualismo cattolico
(Gioberti  - come  noto -  artefice anche di un progetto federalista
per unificare il nostro paese, che dar origine al neoguelfismo).
